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Le pellettatrici Ceccato Olindo trasformano cippato di legno finemente preparato in pellet destinato a stufe e caldaie compatibili. La loro funzione completa il lavoro del biotrituratore: il residuo delle potature viene prima sminuzzato con una pezzatura regolare, poi compresso attraverso la trafila. Le macchine rispondono alle esigenze di famiglie, aziende agricole e operatori professionali che dispongono della materia prima e desiderano organizzare direttamente la produzione. La gamma comprende versioni con alimentazione elettrica monofase, trifase e con azionamento tramite presa di forza del trattore.
Ceccato Olindo è un'azienda italiana nata dall'attività imprenditoriale avviata dalla famiglia Ceccato alla fine dell'Ottocento. Nel corso dei decenni il marchio ha ampliato la propria esperienza nelle macchine agricole, boschive e da giardinaggio, sviluppando una gamma rivolta anche agli operatori professionali. La produzione si concentra nel complesso aziendale di Arsego, articolato in due stabilimenti per una superficie complessiva di 5.000 m². Le pellettatrici sono progettate e costruite in Italia, con soluzioni conformi alle normative CE sulla sicurezza sul lavoro.
In questa pagina sono presenti anche le seguenti tipologie di pellettatrici Ceccato Olindo, distinte in base alla fonte di alimentazione e al contesto operativo:
Su AgriEuro è possibile selezionare le pellettatrici Ceccato Olindo in base alle caratteristiche tecniche, così da individuare la macchina più adatta alla rete disponibile, alla quantità di materiale e al ritmo di lavoro previsto. I principali parametri da valutare sono:
I modelli monofase rispondono a un livello hobbistico o domestico, per esempio nella preparazione periodica di pellet per il fabbisogno familiare. Le versioni trifase e a trattore si collocano nel livello professionale, indicato per aziende agricole, attività boschive e operatori che programmano cicli più intensi. La scelta deve considerare anche la disponibilità del collegamento elettrico o della trattrice, oltre alla capacità di preparare il cippato con regolarità.
Le diverse configurazioni condividono il processo di compressione del cippato, ma cambiano per alimentazione, potenza e capacità produttiva. La scelta dipende dalla rete disponibile, dalla presenza di un trattore e dalla quantità di pellet prevista per ogni sessione. Un confronto tra le tre tipologie permette di collegare le prestazioni della macchina al contesto operativo reale.
Le pellettatrici elettriche monofase Ceccato Olindo sono pensate per ambienti serviti dalla comune alimentazione a 230 V. Questa configurazione permette di installare la macchina in un laboratorio domestico, in un garage adeguato o in uno spazio aziendale senza linea trifase. Il modello da 3 HP adotta un motore a induzione e una trafila piana, con caricamento superiore tramite tramoggia e scarico laterale del pellet. La capacità produttiva indicativa di 30-40 kg/h risponde a cicli periodici e a volumi compatibili con le esigenze familiari. Il materiale deve arrivare alla macchina già sminuzzato in modo fine e uniforme. Una preparazione accurata limita intasamenti e discontinuità durante la trafilatura. Le ruote e la maniglia facilitano gli spostamenti sul piano di lavoro, senza sostituire la corretta sistemazione su una superficie stabile. Prima dell'acquisto occorre verificare la potenza disponibile al contatore e l'idoneità della linea elettrica.
Questa tipologia si distingue per alcuni elementi operativi:
Le pellettatrici elettriche trifase Ceccato Olindo richiedono una linea a 400 V e si rivolgono a chi programma lavorazioni più frequenti o quantità superiori rispetto alla versione monofase. La gamma comprende motorizzazioni da 5,5 HP e 7,5 HP, alle quali corrispondono differenti valori di resa oraria. Il modello da 5,5 HP può raggiungere indicativamente 60-70 kg/h, a condizione che pezzatura e umidità del materiale siano adatte alla trafilatura. La coppia di rulli esercita pressione sul cippato e lo spinge attraverso la trafila piana, producendo pellet da 6 mm. Tramoggia superiore e scarico laterale ordinano le fasi di carico e raccolta. Questa configurazione è indicata per aziende agricole, laboratori e operatori professionali dotati di impianto trifase. Prima dell'installazione occorre controllare potenza impegnata, protezioni elettriche e requisiti riportati nel manuale. La macchina va collocata su una superficie stabile, in un ambiente adatto alle lavorazioni previste.
I principali aspetti della configurazione trifase sono:
Le pellettatrici a trattore Ceccato Olindo utilizzano la presa di forza della trattrice e non dispongono di un motore autonomo. Il collegamento avviene tramite giunto cardanico e attacco a tre punti, secondo le procedure indicate dal costruttore. La versione Magic P.T.O. lavora con una presa di forza fino a 540 giri/min e richiede una potenza compatibile con i dati di targa. La capacità produttiva può arrivare indicativamente a 70-80 kg/h, in relazione alla preparazione del cippato e alle condizioni operative. Questa soluzione è destinata alle aziende agricole che possiedono già un trattore adatto e desiderano lavorare vicino al punto di accumulo del materiale. La trafila piana e i rulli pressori svolgono la stessa fase di compressione presente sui modelli elettrici. Il pellet viene caricato dall'alto e scaricato lateralmente. Prima del lavoro occorre controllare compatibilità della P.T.O., protezioni del cardano, stabilità del collegamento e prescrizioni di sicurezza.
La configurazione a trattore presenta queste caratteristiche:
AgriEuro accompagna la scelta della pellettatrice con schede tecniche, dati di configurazione e informazioni utili al confronto tra i modelli. Dopo l'ordine, servizi logistici e assistenza dedicata supportano le diverse fasi collegate alla macchina:
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La macchina comprime cippato fine attraverso una trafila piana rotante. Due rulli pressori spingono il materiale nei fori della trafila, formando cilindretti di pellet che vengono espulsi dal canale laterale. Il caricamento avviene dall'alto tramite tramoggia. Prima della lavorazione, il legno deve essere sminuzzato con pezzatura piccola e uniforme e presentare condizioni di umidità adatte. Il processo cambia nella fonte di moto: motore elettrico monofase, motore elettrico trifase oppure presa di forza del trattore.
La differenza principale riguarda alimentazione, potenza e quantità oraria. La versione monofase funziona a 230 V, monta un motore da 3 HP ed è indicata per produzioni domestiche, con una capacità orientativa di 30-40 kg/h. Le versioni trifase richiedono 400 V e sono disponibili con potenze superiori, adatte a ritmi professionali. Un modello trifase da 5,5 HP può produrre indicativamente 60-70 kg/h. Prima della scelta occorre verificare la linea disponibile, la potenza impegnata e i dati specifici del modello.
La versione a trattore è adatta a chi dispone già di una trattrice compatibile e lavora quantità consistenti di cippato in ambito agricolo. La macchina riceve il moto dalla presa di forza tramite cardano e attacco a tre punti, quindi non richiede un motore proprio. Il modello Magic P.T.O. supporta fino a 540 giri/min e può raggiungere indicativamente 70-80 kg/h. Compatibilità della presa di forza, potenza del trattore, protezioni del cardano e corretto collegamento devono essere verificati prima di ogni sessione.
La macchina deve essere alimentata con cippato di legno finemente sminuzzato, preparato secondo le indicazioni del costruttore. I residui di potatura non possono essere introdotti interi e il cippato grossolano non è adatto alla trafila. È opportuno utilizzare un biotrituratore dotato di vaglio raffinatore, così da ottenere particelle piccole e abbastanza regolari. Non vanno introdotti corpi estranei, materiali trattati o sostanze non previste dal manuale, perché potrebbero compromettere trafila, rulli e qualità del risultato.
Granulometria e umidità devono rientrare nei valori indicati per il modello e per la materia prima. Per le macchine Ceccato Olindo, AgriEuro raccomanda cippato di piccole dimensioni, regolare e ottenuto anche mediante un secondo passaggio con vaglio adeguato. Un materiale troppo grossolano può ostacolare l'alimentazione della trafila; un'umidità non corretta può produrre pellet friabile o una trafilatura irregolare. Prima di avviare un lotto consistente conviene controllare il materiale con strumenti idonei ed eseguire una prova limitata, attenendosi sempre al manuale.
La capacità indicativa varia da circa 30 a 80 kg/h lungo la gamma considerata. Il modello monofase da 3 HP lavora orientativamente 30-40 kg/h; una versione trifase da 5,5 HP può raggiungere 60-70 kg/h; la macchina P.T.O. arriva indicativamente a 70-80 kg/h. Questi valori non sono una resa automatica: specie legnosa, pezzatura, umidità, regolarità dell'alimentazione e condizioni della trafila incidono sul risultato reale. Il confronto va quindi eseguito sui dati tecnici del singolo modello e sul proprio processo di preparazione.
Le configurazioni descritte producono pellet dal diametro nominale di 6 mm, con una lunghezza indicativa compresa tra 25 e 35 mm nei modelli di riferimento. Il diametro dipende dai fori della trafila montata; la regolarità dei cilindretti risente delle condizioni della materia prima e della corretta regolazione del gruppo pressore. Prima di alimentare una stufa o una caldaia, occorre verificare nel manuale dell'apparecchio che formato, composizione e qualità del pellet autoprodotto siano compatibili con il sistema di combustione.
Sì, quando si parte da ramaglie e residui di potatura serve una macchina che produca cippato sufficientemente fine e omogeneo. Un primo passaggio riduce il materiale; un eventuale secondo passaggio con vaglio da raffinazione porta la pezzatura verso le dimensioni richieste dalla pellettatrice. Il biotrituratore e la pellettatrice svolgono quindi funzioni differenti e consecutive. Prima dell'acquisto è utile controllare che il biotrituratore disponibile accetti un vaglio adeguato e che il materiale in uscita rispetti i limiti indicati nella documentazione Ceccato Olindo.
La manutenzione comprende pulizia della trafila, controllo dei rulli e rimozione dei residui secondo frequenze e procedure del manuale. Al termine della sessione, la macchina va fermata e messa in sicurezza prima di qualsiasi intervento. Occorre controllare lo stato dei componenti soggetti a pressione, le protezioni, i collegamenti elettrici o il cardano, in base alla versione. L'estrattore fornito con alcuni modelli facilita lo smontaggio della trafila per la pulizia. Regolazioni, lubrificazione e sostituzioni devono rispettare esclusivamente le istruzioni del costruttore.
Prima dell'avviamento bisogna verificare stabilità della macchina, integrità delle protezioni e assenza di corpi estranei nella zona di carico. Sui modelli elettrici vanno controllati tensione, potenza disponibile e idoneità dell'impianto; sulla versione a trattore occorre verificare attacco a tre punti, cardano protetto e regime della P.T.O. L'operatore deve utilizzare i dispositivi di protezione previsti e mantenere persone non addette lontane dall'area di lavoro. Pulizia, disintasamento e regolazioni si eseguono solo a macchina arrestata, seguendo il manuale.